Storia della Sindone

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medaglione votivo (1356-1370) rinvenuto nella Senna

1353. 20 Giugno. Il cavaliere Goffredo di Charny, noto per aver fatto edificare una chiesa presso la città di Lirey (confine occidentale della regione francese Grand Est) dove viveva, dona alla collegiata della chiesa un lenzuolo che dichiara essere la Sindone, senza spiegare come ne sia venuto in possesso.

1355 (o 1357) Prima esposizione della Sindone a Lirey. Il Vescovo di Troyes Enrico di Poitiers avvia le prime indagini riguardo il telo, visti i numerosi pellegrini e donazioni.

1389 Seconda Esposizione a Lirey per opera del figlio di Goffredo. Proteste del nuovo vescovo Pietro d’Arcis che invia una lettera all’antipapa Clemente VII: nella stessa sottolinea lo scetticismo dei teologi e afferma che un pittore avrebbe confessato di averla dipinta, non indicandone però il nome. Secondo il Vescovo D’Arcis inoltre il suo predecessore aveva avviato un procedimento contro il Decano della Collegiata accusandolo di esser stato lui a procurarsi il telo. Ma tutte queste accuse non trovano riscontro e sollevano molti dubbi: è più probabile che il vescovo volesse semplicemente far dichiarare falsa la Sindone perchè l’esposizione portava via pellegrini e quindi introiti alla cattedrale di Troyes (anche se questo non spiega come mai in 34 anni non sono state fatte ulteriori esposizioni dopo la prima).

1390. Goffredo II “risponde” inviando anche lui una lettera a Clemente VII contestando quanto affermato dal Vescovo. L’antipapa trova una soluzione di compromesso: la chiesa di Lirey poteva continuare ad esporre il telo a patto che dichiarasse che fosse un dipinto e il vescovo D’Arcis avrebbe dovuto cessare le forti critiche.

1415:La figlia di Goffredo II, Margherita, è moglie di Umberto de la Roche che prende in consegna il telo per questioni di sicurezza poichè era scoppiata la guerra tra la Borgogna e la Francia. Margherita si rifiuta di restituirlo alla Collegiata di Lirey reclamandone la proprietà. La denuncia da parte della collegiata non sortisce effetti immediati e Margherita inizia ad esporre la Sindone in occasione dei suoi numerosi viaggi finchè a Chimay (Belgio) una nuova indagine la costringe ad esporre le bolle papali che dichiarano la Sindone un dipinto con conseguente cacciata dalla città. Margherita di Charny continua però a non restituire il telo.

1453: Margherita di Charny vende il telo ai duchi di Savoia e viene scomunicata per il suo comportamento quattro anni dopo.

1502: I Savoia fanno costruire una cappella dedicata alla Sindone a Chambery.

1506: Papa Giulio II autorizza il culto pubblico della Sindone

1532: Scoppia un incendio nella cappella dove la sindone è custodita. Quando un consigliere dei Savoia assieme a due frati e due fabbri riescono a forzare il cancello, il reliquiario d’argento dove il telo è conservato è già in fiamme e alcune gocce di argento fuso lo danneggiano irreversibilmente. La sindone viene affidata alle suore Clarisse di Chambery che la riparano applicando rappezzi alle bruciature e cucendo il lenzuolo su una tela di rinforzo.

1534: Nuova esposizione della sindone “restaurata”

1535: Il Ducato di Savoia entra in guerra e Carlo III porta con se la Sindona a Torino, Vercelli, Nizza.

1560: Emanuele Filiberto successore di Carlo III riporta la Sindone a Chambery dove rimane per diciotto anni.

1562: Torino diventa capitale del Ducato di Savoia

1578: Emanuele Filiberto porta la Sindone a Torino in occasione del pellegrinaggio verso la Sindone dell’allora arcivescovo di Milano San Carlo Borromeo al fine di abbreviargli il cammino. Da quel momento la Sindone non tornerà più a Chambery e resterà a Torino salvi brevi spostamenti.

 

 

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1694: La sindone viene collocata nella nuova Cappella della Sacra Sindone (sede attuale), appositamente costruita tra il Duomo e il Palazzo Reale. L’architetto scelto per il progetto è Guarino Guarini.

1706: Torino è assediata dai francesi e la Sindone viene portata per un breve tempo a Genova. Dopo questo episodio resterà a Torino per oltre 200 anni.

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Manifesto commemorativo dell’ostensione del 1898

1898: Secondo Pia ottiene il permesso da Umberto I di fotografare la Sindone, iniziano gli studi scientifici sulla Sindone dopo la scoperta che i negativi fotografici mostrano un “positivo” e che quindi la Sindone stessa sia una sorta di negativo.

1931:Nuova serie di fotografie. Giuseppe Enrie esegue gli scatti in presenza di numerosi testimoni e tutto viene certificato da un notaio, confermando la Scoperta di Pia e che non vi era alcuna manipolazione.

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1939: In occasione della seconda guerra mondiale viene temporaneamente spostata presso il santuario di Montevergine in Campania, dove rimane fino al 1946 quando compie il suo ultimo viaggio verso Torino.

1959: Fondazione del centro Internazionale di Sindonologia.

1973: Il cardinale Michele Pellegrino nomina una commissione per effettuare i primi studi scientifici.

1978: Campagna di studi ad opera di due gruppi, uno statunitense (lo STURP) e uno italiano.

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Studio della Sindone al Microscopio da parte dello STURP

1983: Umberto II di Savoia muore lasciando la Sindone in eredità al Papa. Giovanni Paolo II stabilisce che la reliquia resti a Torino novinando l’arcivescovo suo custode.

1988: Tre laboratori internazionali effettuano l’esame al carbonio 14: la sindone viene datata 1260-1390 ma il risultato viene contestato da numerosi sindonologi.

1997: un incendio scoppia nella cappella Guarini avrebbe messo nuovamente in pericolo la Sindone se questa non fosse stata spostata nella Cattedrale nel 1993 per consentire i lavori di restauro della cappella.

2002: Intervento di restauro conservativo. Vengono rimossi i lembi di tessuto bruciato e i rattoppi, nonchè il tessuto di sostegno. il tessuto viene stirato per rimuovere le pieghe e ripultio dalla polvere per essere poi nuovamente rinforzato. Non sono mancate critiche all’intervento.

2010: Ostensione

2015: Ostensione

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